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100 consigli per essere Export Proof

Vuoi esportare cibo o bevande negli Stati Uniti? Ecco i passaggi essenziali per registrarti alla FDA e rispettare le normative.

Registrazione FDA: Accedi al sistema FURLS, crea un account e compila il modulo con le informazioni aziendali. Serve anche un US Agent con sede negli USA. La registrazione va rinnovata ogni due anni.

Conformità FSMA: Devi predisporre un Food Safety Plan (FSP) e avere una figura qualificata per il controllo preventivo della sicurezza alimentare. L’etichettatura deve rispettare gli standard FDA.

Prior Notice per le spedizioni: Prima di spedire, invia una Notifica Previa alla FDA tramite il sistema PNSI, indicando dettagli sul prodotto e l’arrivo previsto.

Importazione e Dogana: Ti serve un Customs Broker o un Importer of Record (IOR) per gestire le dichiarazioni doganali con la U.S. Customs and Border Protection (CBP).

Ispezioni e Controlli: La FDA può effettuare verifiche sui tuoi prodotti e strutture. Mantieni documentazione aggiornata per evitare problemi.

Per esportare alcolici, serve anche la registrazione al TTB. Segui tutti i passaggi e accedi al mercato USA senza intoppi!

 

Cristina Miglioli 10/03/2025

Come Registrarsi alla FDA per Vendere Cibo e Bevande negli USA

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Eccellenze nascoste: i comparti produttivi trascurati e la sfida dei consorzi

Glass of red wine and sliced prosciutto with rosemary on a fork, black background.

In Italia esistono comparti produttivi che realizzano prodotti straordinari, ma che restano nell’ombra, schiacciati da un mercato che premia chi sa comunicare e non solo chi sa produrre. Oliveti secolari, formaggi di nicchia, vitigni autoctoni rari: storie di qualità che faticano a emergere. E i consorzi, nati per sostenere queste realtà, spesso arrancano senza riuscire a mettere in moto un vero cambiamento.

Perché? Perché molti consorzi restano intrappolati in una gestione poco dinamica, guidati da presidenti che sono a loro volta imprenditori del settore. Se da un lato la loro esperienza può essere un valore, dall’altro il rischio di conflitto di interesse è evidente: fino a che punto l’interesse del singolo può coincidere con quello dell’intero comparto?

Noi crediamo che i consorzi vadano gestiti da general manager specializzati, professionisti capaci di portare risultati con un approccio strategico e imparziale. Un po’ come gli allenatori di calcio: se non fanno vincere la squadra, sloggiano. Il settore ha bisogno di leader che sappiano costruire strategie di mercato globali, portare le eccellenze nascoste sotto i riflettori e farle competere con i grandi nomi del food & beverage.

Solo così queste realtà potranno smettere di essere “prodotti eccellenti che nessuno conosce” e diventare finalmente protagoniste.


Cristina Miglioli 25/02/2025

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